Aspetti giuridici e vantaggi fiscali dell’istituto della donazione
La donazione è uno degli strumenti offerti dal nostro ordinamento giuridico per gestire il passaggio generazionale e trasferire, con un atto tra vivi, la proprietà dell’azienda ai figli.
Si tratta di un contratto con cui una parte (donante), per spirito di liberalità e senza richiedere nulla in cambio, arricchisce un’altra (donatario) disponendo a suo favore di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione.
È possibile trasferire con un atto di donazione l’intera azienda, singoli rami della stessa e partecipazioni societarie. Una volta che l’atto è concluso la donazione diventa irrevocabile.
“Il passaggio generazionale è un momento molto delicato per l’imprenditore e la sua impresa, per questo motivo è importante che venga fatto in modo tempestivo e sotto la guida di un notaio esperto nella gestione e trasmissione di patrimoni. Solo rispettando queste condizioni è possibile salvaguardare il futuro dell’azienda e proteggere l’eredità dalle conseguenze di spiacevoli liti sorte in sede ereditaria.”
Il fine principale del negozio giuridico
Il fine della donazione è quello di assicurare continuità nella gestione e nella conduzione dell’impresa e di fissare gli aspetti cardine del passaggio generazionale prima della morte dell’imprenditore, che in questo modo può vigilare sulla corretta prosecuzione della direzione aziendale.
Affinché il negozio giuridico realizzi il suo scopo è necessario avere ben chiaro:
- il numero dei soggetti che potrebbero essere chiamati all’eredità
- i beni complessivi facenti parte dell’asse ereditario e il loro valore
Il problema principale della donazione è il rispetto della quota di legittima, disposta dall’ordinamento a favore dei c.d. legittimari: il coniuge, i figli (anche quelli nati fuori dal matrimonio) e, in caso non vi fossero figli, gli ascendenti diretti, in favore dei quali è disposto il diritto a un quarto o ad un terzo dell’eredità, a seconda che concorrano o meno col coniuge. In caso di morte prematura dei figli, subentrano i nipoti (in linea retta).
Per ricostruire l’asse ereditario e dare ai legittimari la facoltà di esercitare i loro diritti, all’apertura della successione il valore dell’azienda viene sommato a quello degli altri beni e diritti compresi nel patrimonio dell’imprenditore e a quello dei beni eventualmente già donati in vita. Il tutto viene valutato al netto di eventuali debiti. Nel caso in cui non fosse stata rispettata la quota di legittima, il legittimario può agire in giudizio e richiedere l’azione di riduzione.
Uno dei problemi è dato dal fatto che il valore di un’azienda può variare anche significativamente nel tempo e l’unico momento rilevante per ogni valutazione del caso è quello dell’apertura della successione (ossia, il momento del decesso dell’imprenditore).
“Pianificare il passaggio generazionale con un notaio evita il rischio che gli eredi a cui è stata trasferita l’azienda siano chiamati a pagare ai legittimari lesi dei loro diritti degli indennizzi di compensazione elevati e non sostenibili nel breve periodo, vanificando, così, l’intera successione.”
Vantaggi della donazione sotto l’aspetto fiscale
Dal punto di vista fiscale il nostro ordinamento prevede numerosi vantaggi a favore dell’imprenditore che decide di donare la sua azienda ai figli, tra cui la non assoggettabilità dell’azienda, di rami d’azienda e delle quote societarie donati al coniuge o ai figli, alle imposte sulle successioni e donazioni.
È bene precisare che l’esenzione dal pagamento delle imposte è subordinata al rispetto di alcuni requisiti che variano a seconda che il trasferimento abbia ad oggetto quote o azioni di società di capitali, per le quali è richiesto che il successore acquisisca o integri il controllo per un periodo di cinque anni, o di società di persone oppure aziende o loro rami, per cui è previsto che l’erede prosegua l’esercizio dell’attività per cinque anni.
